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11月18日 Pensieri...e paroleE' ancora vivo il dolore per la morte di Gabriele Sandri e per le violenze delle tifoserie in diverse città italiane. Il calcio ha deciso così di fermarsi di nuovo. Lo aveva fatto per l'ispettore Filippo Raciti, lo farà di nuovo per il povero Gabriele.Nel prossimo weekend non giocheranno B e C, mentre non è detto che dopo la sosta per la Nazionale la Serie A riprenda regolarmente il 25 novembre. Ma fermarsi è la cosa più giusta da fare? Dopo la morte dell'ispettore Raciti era giusto riflettere e trovare il modo di debellare la violenza dai nostri stadi. Ma adesso è la cosa giusta da fare?Dopo la tragedia di Catania hanno urlato ai quattro venti che sarebbe stato usato il pugno duro. Hanno fatto storie per i tornelli, hanno fatto i duri con un ragazzo che ha tirato un petardo durante una partita. Poi di fronte ad un tombino usato come un ariete sono rimasti inermi. Di fronte alla guerriglia di Roma hanno cercato di limitare i danni. Nulla di tutto questo doveva accadere. Non doveva morire ingiustamente un giova in un'area di servizio, ma nessuno doveva neppure utilizzare la sua morte come pretesto per fare la guerra contro le forze dell'ordine. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha parlato della situazione in aula a Montecitorio. Ha commentato la morte di Gabriele Sandri e gli scontri tra tifosi e polizia. L'aula era praticamente deserta! E' così che la nostra politica dimostra attaccamento al Paese? Giovanna Melandri ci dice che il calcio deve fermarsi in segno di lutto e loro si fanno gli affari loro! Questo comportamente è inconcepibile, ma neppure troppo sorprendente.In molti si erano stupiti per la sconfitta in merito agli Europei ma come possiamo organizzare un evento continentale quando non sappiamo tenere a bada neanche dei gruppi di teppisti? Adesso ci riempiamo la bocca con la parola "terroristi". Molti vandali che hanno devastato Roma domenica sera sono stati ccusati di terrorismo, altri supporter di Atalanta e Milan sono stati fermati. Ora c'è grande trambusto perché il ricordo di una domenica allucinante è vivo in tutti noi, ma domani? Nelle prossime settimane? Quando i campionati riprenderanno sarà tutto diverso? Ci piacerebbe crederlo. Possiamo sperarlo, ma crederlo è dura. Troppo dura. Dopo gli incidenti seguiti all'omicidio di Gabriele Sandri assistiamo in queste ore alla solita giostra di ipocrisia. Gia', brutta cosa l'ipocrisia. Fermare il campionato di calcio per qualche giornata non serve assolutamente a nulla, lo si e' gia' visto nel passato. D'altra parte non ci vuole molto a capire che il violento che oggi va allo stadio a sfogarsi e a menare le mani, sara' di nuovo li' non appena il campionato riprendera'. Non e' che si stufa, voglio dire. Non e' che si calma perche' per un mesetto non lo fai andare in curva. Anzi.No, qualche giornata di interruzione non serve. Semmai lo devi abolire, il campionato. O lo devi fare giocare a porte chiuse, per sempre. Si' certo, questa soluzione piacerebbe sicuramente ai benpensanti intellettualoidi un po' snob, che sotto sotto pensano che andare allo stadio a tifare per una squadra sia un atto barbarico di per se'. Gente che pensa che sventolare bandieroni dalle transenne del secondo anello sia un attacco all'integrita' della societa'. Tutto questo e' follia e, in definitiva, ipocrisia. Purtroppo il problema sta nel non riconoscere e non perseguire la responsabilita' individuale. In uno Stato di diritto, punisci l'individuo colpevole di aver infranto la legge, non la categoria cui egli appartiene. Se un disgraziato provoca un incidente mortale in autostrada perche' guidava ubriaco, lo arresti e lo denunci per omicidio colposo, non e' che chiudi l'autostrada per un paio di settimane, no? Se un tifoso ultras espone allo stadio uno striscione dichiaratamente razzista, lo identifichi e lo denunci o chiudi la curva per un paio di giornate? In Italia non e' cosi' chiaro, apparentemente.Volete combattere il fenomeno della violenza gratuita che si annida tra i gruppi di tifoserie organizzate? La soluzione in uno Stato di diritto dovrebbe essere ovvia. Tolleranza zero e responsabilita' individuale. Metti telecamere nello stadio, ed il primo che tira una bottiglietta vuota in campo viene individuato e denunciato. Punto a capo. Non la curva, o il gruppo ultras o la societa' calcistica. L'individuo, il tifoso, il cittadino, con nome e cognome. Che i delinquenti siano trattati come tali dallo Stato, come individui che delinquono, appunto, senza nascondersi dietro il fatto che la Domenica questi signori andavano a gridare per la Roma, per la Lazio o chicchessia. Chiudere gli stadi, vietare le trasferte, bloccare il campionato, sono tutte misure illiberali e assolutamente ingiustificate di fronte alla chiara responsabilita' individuale di un numero ben definito di teppisti.Se le forze dell'ordine non sono oggi adeguatamente istruite o attrezzate per colpire gli individui colpevoli e' una cosa di cui discutere, ma non venitemi ora a dire che dovrebbe essere vietato gridare "Juve, Juve vaff...". Questo si', sarebbe regime. E' il secondo intervento che lascio riguardo a questo genere di avvenimenti, il primo l'ho scritto in occasione della morte di Raciti.Per ki volesse leggerlo e lasciare un parere qst è il link d riferimento Oppure basta entrare nell'archivio e cliccare Febbraio 2007 , L'intervento è intitolato "Maledetta violenza".
Concludo sperando ke un giorno la smetteremo di parlare di queste disgrazie.Una volta x tutte!!!!
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